Che roba!
Una notiziola vecchia di un paio di settimane ma che merita pur sempre un commento.

Eccolo qui, Beppe Grillo, colui il quale ha rotto i coglioni con quante tonnellate di cattiverie e prese per il culo? Infinite – nei confronti della Destra e della Sinistra. Forse criticando quest’ulima più ancora della prima, come un onesto cittadino a cui interessa criticare la sua parte politica – se non fosse che la sua parte politica l’ha creata da sé: le famose liste ciViche che già graficamente riportavano implicite la “V” del V-day, del Vaffanculo ai poteri forti dei vecchi baroni della politica secondo lui non più sufficiente.

Dopo il numero già spettacolare da parte sua in occasione dell’incontro con la Commissione per gli affari costituzionali (vedi il post relativo pubblicato su questo blog) eccolo che se ne esce con un’altra coerentissima trovata: SI CANDIDA PER LA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO ! Lui, sì, proprio lui. E cosa succede?

IL PD GLI DICE “MA ANCHE NO, GRAZIE” E GLI Dà IL DUE DI PICCHE ! Read the rest of this entry »

manifesto contro il razzismo, by ArciGay, 2009

manifesto contro il razzismo, by ArciGay, 2009

La troietta preferita dal Potere, oggi, è l’omosessuale, frocio o lesbica che sia. Lo dico subito: chiamo il gay “frocio” perché il termine “gay” non vuol dire un cazzo. In inglese sta per “stravagante”, “curioso”, talvolta sostituisce “kitch”. Non sta per “omosessuale”, per niente. E non vorrei sentire cazzate del tipo che se è oggi è usato per indicare l’omosessuale pace, è così e chi se ne frega delle origini, no. Perché non è un caso che si utilizzi quel termine. E’ un modo assai borghese – si sarebbe detto una volta – per addolcire il piacere, di fondo di questo si tratta, di prenderlo in culo. Read the rest of this entry »

E’ proprio vero: a forza di prenderlo per il culo, Beppe Grillo ha assunto l’atteggiamento di Silvio Berlusconi. Segue la stessa modalità comunicativa dello “Psiconano” – come lo chiama lui, ma allora Grillo è uno psicocazzone. Read the rest of this entry »

ma quanto è bella 'sta serie TV!

ma quanto è bella 'sta serie TV!

Quando meno te l’aspetti raggiunge il tuo cuore un’opera magistralmente compiuta che ti degna di guardarla. Sto parlando della serie televisiva The Wire, creata dal giornalista David Simon e scritta in collaborazione con l’ufficiale di polizia Ed Burns, entrambi di Baltimora, città in cui è ambientata la serie TV prodotta dalla HBO. Termine improprio, questo di “serie televisiva”, di fatto è un unico film di più di cinquanta ore appositamente pensato per la televisione. La suddivisione in puntate, e dunque in stagioni, pare più che altro un pro-forma per l’inserimento dell’opera nei palinsesti, quando invece è un continuum composito e perfetto, nel plot e nell’intenzione poetica. Read the rest of this entry »

Madonne Nere, copertina

Madonne Nere, copertina

Una cosa prima di tutto:
nel frammento #135, Empedocle insegna:

Soltanto un cuore sacro e indicibile sussiste, che con
pensieri veloci si slancia attraverso il mondo intero.

e Simona Dolce, autrice di Madonne Nere, ce lo ricorda attraverso l’agile punteggiatura del suo primo romanzo (in verità un racconto lungo) pubblicato da Nutrimenti (2008) come seconda uscita della collana Gog diretta da Leonardo Luccone. Read the rest of this entry »

Ebbene sì, vi sono scrittori che non contenti della lotta con se stessi e i propri demoni, quella che avviene sulla pagina, si dilettano pure nella sacra arte del pugilato. Perdono chili (faticosamente messi su con anni e anni di ozio), si allenano quattro volte alla settimana, sviluppano nuovi equilibri, insomma rimettono in tensione quel tirante interiore tra corpo e anima che per troppo tempo era rimasto dormiente – nel migliore dei casi – se non in stato di coma nei peggiori.
Risvegliati da tali dimensioni vegetative fanno di tutto per scalare con rabbia l’opinione che hanno di loro stessi, quasi solo per la soddisfazione di starsene poi con le braccia tese al cielo come Rocky Balboa Read the rest of this entry »

Lo dedico a tutti quelli che dicono che l’Italia ha i suoi scrittori impegnati, perché, come dice Mario Desiati, vuol dire essere impegnati se si scrive del call-center…

ADIUS (Ciampi – Marchetti)

Il tuo viso esiste fresco
mentre una sera scende dolce
sul porto.
Tu mi manchi molto,
ogni ora di più.
La tua assenza è un assedio
ma ti chiedo una tregua
prima dell’attacco finale
perchè un cuore giace inerte
rossastro sulla strada
e un gatto se lo mangia
tra gente indifferente
ma non sono io,
sono gli altri.
E così…

Vuoi stare vicina? nooo?
Ma vaffanculo. Ma vaffanculo.
Sono quarant’anni che ti voglio dire… ma vaffanculo.
Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo.

Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e
tu mi dici di no? Ma vaffanculo. Sai che cosa ti dico? va-ffan-culo. Te,
gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo. Vaffanculo .
Non ho altro da dirti. Sai che bel vaffanculo che ti porti nella tomba?
Perché io sono bello, sono bellissimo, e dove vai? Ma vaffanculo. E
non ridere, non conosci l’educazione, eh? Portami
una sedia, e vattene.

Ci sono persone, dicevo Mario Desiati (ma non è lui, sono gli altri), convinte che in Italia ci siano molti scrittori impegnati, “politicamente impegnati”, oppure “civilmente impegnati” – a seconda se preferiscono lanciare un messaggio implicito.
Ebbene io credo che è proprio inutile giocare a fare gli intellettuali Read the rest of this entry »

Sul nucleare

1 Maggio 2009

Cito a memoria:

Non voglio un mondo di maglioni larghi, o di capelloni. Io voglio un mondo di uomini in giacca e cravatta e il casco a ossigeno.

Lo disse un uomo di sinistra. Lo disse Luigi Tenco. “Ti daremo le forbici” – gli venne risposto – “Sei un borghese!”. Era borghese, Tenco, perché ricordò quanto in là si spingesse la misura programmatica cui ogni comunista faceva riferimento? Perché ricordò, assai meglio e assai più concisamente di molti intellettuali “veri”, che certa ideologia metteva davvero – letteralmente – l’uomo nello spazio, veramente presso il luogo dell’Infinito? Ebbene, la faccio breve e arrivo al punto. Read the rest of this entry »

1.
In un bellissimo opuscolo (il numero 80) che la galleria d’arte Il Gabbiano di Roma stampò in occasione della mostra di William Bailey tenutasi dal 25 novembre del 1980, si trova una brevissima pagina firmata da Alberto Moravia, che comincia così:

Ci sono civiltà che amano la bellezza, e civiltà che amano la verità. Le prime accanto a oggetti senz’altro belli, non possono fare a meno di crearne infiniti di cattivo gusto; le seconde arrivano a creare la bellezza attraverso la verità della funzione; se questa verità è in serie, cioè scade a meccanismo ripetitivo, allora abbiamo l’oggetto senz’altro brutto.

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Tema dell’Addio, di Milo De Angelis, è stato scritto per durare, come l’esecuzione di una musica sul filo del silenzio. Ma persino il silenzio al quale egli strappa parole, nemico continuo di questo dialogo perfetto fra corpo e anima, è qualcosa di supremo, qualcosa al cui cospetto nessuno è degno. Dunque il poeta sta parlando di qualcosa elevatissimo, qualcosa anche al di sopra dell’etica e della morale, che sta anche oltre l’esperienza; direi, se i maligni non fossero in agguato, che scrive e parla al di là del bene e del male. Read the rest of this entry »